Il peeling chimico si effettua applicando sulla pelle del paziente opportunamente preparata un acido (o una miscela di acidi) che vengono poi lasciati agire per alcuni minuti. Una volta ottenuto l'effetto desiderato, l'acido viene rapidamente inattivato con una soluzione tampone basica. Segue l'applicazione di una emulsione lenitiva.
Gli acidi più impegati sono gli alfa e beta idrossiacidi, i cosiddetti acidi di frutta (perchè estratti dalla mela, dalla canna da zucchero etc) come ad esempio l'acido glicolico, l'acido malico, l'acido kojico, l'acido fitico etc.
L'effetto di questi peelings è quello d'indurre il distacco delle cellule morte superficiali della pelle e, al contempo, di stimolare la replicazione di cellule nuove con un effetto di "ringiovanimento cutaneo". A cosa serve il peeling
I peelings possono essere superficiali o profondi, servono a migliorare l'aspetto estetico della pelle togliendo la patina opaca del tempo, riducendo le diversità di colore (macchie e discromie), spianando le microrughe superficiali. Quali sono gli effetti collaterali
L'applicazione dell'acido provoca una sensazione di prurito e lieve bruciore che scompaiono prontamente con l'inattivazione. Dopo il peeling la pelle risulta arrossata (come dopo aver fatto una lampada); il rossore permane per un tempo variabile da poche ore ad alcuni giorni, a seconda del tipo di pelle e della profondità del peeling. Talvolta si formano anche piccole crosticine
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